Chi sono
Anna Lisa Riva
Nata a Bergamo, si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, e si specializza in Comunicazione e Organizzazione dell’Arte Contemporanea, nella stessa Accademia. Molte le mostre che l’hanno vista protagonista.
Contemporaneamente alla sua attività di tatuatrice affianca, da qualche anno, una produzione di oggetti in ceramica.
Pittura · Accademia di Brera · Milano
«La mia ricerca consiste forse più nel cercare una forma, un’armonia, un dialogo tra me e la materia da modellare.»
Anna Lisa Riva
Poetica
Testo critico di Francesca Alfano Miglietti
Vasi, oggetti, contenitori, come preziosi frammenti di una visione poetica e visionaria del quotidiano, Anna Lisa Riva realizza oggetti dallo stile semplicissimo e geometrico, non convenzionali, che si distinguono per la costruzione plastica e le linee dinamiche, schematiche o tondeggianti. Oggetti e forme concretamente legati alla vita quotidiana, oggetti tendenti a infondere bellezza in oggetti funzionali perché portano con sé la poetica di un tempo e di un modo di sentire, di vedere, di toccare.
Modellare la creta è stata forse la prima attività manuale dell’uomo, e forse il primo momento in cui è stato ‘necessario’, attraverso oggetti realizzati per contenere e conservare liquidi e cibi, infondere a quegli stessi oggetti grazia e bellezza. L’aspetto decorativo dell’oggetto ha sempre avuto un significato potente, un’importanza pari a quella della funzione. Anna Lisa Riva, instancabile sperimentatrice di materiali e tecniche, ha sin dai primi oggetti creato con la ceramica un singolare dialogo: per lei quella con la ceramica è una sfida, infatti sottopone ogni oggetto a sempre nuove metamorfosi, quasi seguendo un dialogo segreto tra lei e la materia. Le forme e i temi di molte tra le sue creazioni richiamano un sentire poetico e narrativo che proviene direttamente dalle sue opere installative: spine, cuori, cubi, cilindri… che stabiliscono un dialogo fitto di rimandi e citazioni. Un percorso a ritroso dall’immaginario verso la realtà.
«Oggetti che diventano contenitori di poesia e di pensieri.»
Ad affascinarla è la vulnerabilità di questo materiale: ogni oggetto di Anna Lisa Riva è il risultato di una riflessione e di una preparazione poetica, un dialogo con la materia e le sue metamorfosi, e così crea oggetti che diventano contenitori di poesia e di pensieri, risultati di un tempo differito, oggetti legati all’attesa e alla sorpresa. Attratta dall’incontro tra gli elementi, il fuoco che trasforma la terra in un oggetto, Riva realizza queste trasformazioni sia manipolando le forme, sia con il colore. Il colore, infatti, svolge un ruolo centrale: smalti brillanti, monocromi o contrasti cromatici per superfici che riflettono la luce e dialogano con lo spazio circostante. Le ceramiche di Riva si distinguono per la loro energia gestuale: sbordature, graffi, parole, linee e aperture che fanno vivere la superficie con forza e poesia. Per Riva la ceramica è un laboratorio fondamentale nella definizione di un processo creativo tanto rigoroso quanto poetico.
— Francesca Alfano Miglietti, 2026
Il laboratorio
Mettere al mondo un mondo
Questo progetto nasce da un’esigenza, quella del fare, del creare, del mettere “al mondo un mondo”.
Ogni vaso e ogni oggetto prodotto è un pezzo unico e come tale difficilmente collocabile tra gli oggetti prodotti in serie o industriali.
Il mio modo di lavorare è un processo che ha una natura più artistica e sperimentale, pertanto non mi interessano le imperfezioni nella forma o nella smaltatura, le storture, i difetti o semplicemente la buona tenuta dell’acqua dentro il vaso. Non sono cose che cerco o cerco di ottenere sempre.
La mia ricerca consiste forse più nel cercare una forma, un’armonia, un dialogo tra me e la materia da modellare, che ha una natura mutevole e fragile, che cambia col tempo, che a volte non nasce, che spesso non conosco, ma che ogni giorno ricerco.
Le mie fonti di ispirazione sono infinite, questo mondo ha origini antichissime e profonde. Ci ha trasmesso storia e conoscenza, portando con sé culture, religioni, ere, miti da ogni parte della terra. Numerosi gli artisti che si sono misurati con questo elemento prendendo le distanze da quella che è unicamente la ceramica decorativa, da Fontana, Ontani, Melotti, Ai Weiwei: l’argilla usata come mezzo per creare oggetti e concetti artistici, scultorei, installativi e non come solo prodotto d’artigianato o da bancarella.
Materiali e cottura
- Argilla rossaIl materiale principale
- Argilla biancaIl materiale principale
- Semi-refrattariTalvolta, con o senza chamotte
- GresIn piccolissima parte, cotto entro i 1100 °C
Pezzi unici, imperfetti per scelta
Ogni pezzo è modellato e smaltato a mano, uno alla volta: non esistono due oggetti uguali. Piccole irregolarità nella forma, sbordature e variazioni dello smalto fanno parte del lavoro, non sono difetti.
Non tutti i vasi sono pensati per contenere acqua. Se cerchi un vaso per fiori freschi, scrivimi prima: ti dirò quali pezzi sono adatti.
Per pulirli basta un panno morbido, asciutto o appena umido. Le ceramiche non vanno in lavastoviglie, nel microonde o in forno.
Le collezioni
Dalle forme alle collezioni
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Vasi 40 pezzi
Vasi modellati a mano, dal bianco lucido al verde ramina, dal blu al nero. Molti possono contenere anche fiori freschi.
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Rametti 4 pezzi
Rami in ceramica con spine in rilievo, in bianco, nero, rosso e verde. Possono contenere anche fiori freschi.
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Corone 3 pezzi
Corone di spine in ceramica, in bianco, rosso e nero.
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Sacri Cuori piccoli 6 pezzi
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